Dacci una breve descrizione di te

Paola De Cristofaro, classe 1979, Istruttrice di Fitness, moglie, mamma. Nata a Napoli, ho vissuto per metà della mia vita a Milano e per l’altra a Brindisi… posso dire, in tutta onestà, di sentirmi italiana. Eterna sognatrice… anche se la vita mi ha insegnato a staccare i piedi da terra solo quando è possibile.

Da quanti anni pratichi la tua attività professionale e come ti sei avvicinata al mondo del fitness?

Correva l’anno 2002 e davo lezioni di hip hop per bambini in una scuola di danza a Milano, uno dei tanti lavori che facevo per mantenermi gli studi. Un giorno, a fine lezione, corre da me il proprietario della scuola di danza chiedendomi (assomigliava più ad un ordine che ad una richiesta) di sostituire l’istruttrice di fitness che si era da poco infortunata. Ora, provate solo a pensare di seguire una lezione di fitness fatta da un’insegnante di Hip Hop con l’hobby della Break Dance (un minuto di silenzio per quelle povere allieve).

Da quel fatidico giorno, un po’ per orgoglio personale (avevo fatto proprio una figuraccia), un po’ perché quel mondo mi incuriosiva, ho cominciato a prendere i miei primi diplomi. Nel corso degli anni, tra alti e bassi che, chi come me opera in questo settore conosce bene, la mia passione per il Fitness è cresciuta in maniera esponenziale, merito soprattutto dei professionisti che ho incontrato ma..due li porterò sempre nel cuore perché hanno segnato realmente la mia strada e sono Antonella Costantino e David Stauffer.

Come hai scoperto Street Workout?

Girando sul web alla ricerca di nuove “visioni”.

Cosa è per te Street Workout?

Ufficialmente? Un’idea geniale che permette a chi partecipa di emozionarsi a 360°. Una nuova rivoluzione del Fitness dalla quale è difficile non essere contagiati. Ti dà la possibilità per 2 ore di osservare in maniera completamente diversa il mondo in cui vivi ogni giorno.

In via confidenziale? Una FAMIGLIA, vera, concreta, di quelle che, quando senti di farne parte, ti arricchiscono l’anima.

Qual è l’esperienza più importante maturata partecipando a questo progetto?

Non saprei dire quale sia la più importante, tutte lo sono, dall’aumento delle proprie capacità organizzative, alla vera essenza del “fare squadra”, dal socializzare con gente nuova, alla consapevolezza reale delle bellezze del proprio territorio, dal conoscere colleghi che fanno questo per cuore, al saper riconoscere chi non lo fa, dalle lacrime di gioia ai “grazie di cuore” da parte dei partecipanti, potrei elencarne altre 100 ma mi fermo qui.

Descrivi in una parola Street Workout?

Libertà? Emozione? Sport? Unione? Se esistesse una parola sola che racchiude tutto questo e molto altro ancora probabilmente nello Zanichelli si troverebbe… sotto la S… alla voce Street Workout.

Cosa volevi dirci in questa intervista che non sei riuscita a dire?

Mettendo a dura prova la vostra sopportazione vi chiedo…Siete sicuri di voler ancora leggere? Scherzi a parte, vorrei dire grazie a Simone e Maria, grazie di cuore per aver creato tutto questo e grazie per avermi permesso di essere una piccola parte di una cosa così grande.

Hai un mito?

Mel Broks.

Lasciaci con il tuo motto di vita

“Fare o non Fare, non esiste provare” (Maestro Yoda).